PERCHÉ IL MAESTRO UNICO
I bambini necessitano di un punto di riferimento chiaro
e sicuro per la loro crescita personale e intellettuale.
Un insegnante unico (o prevalente, perché restano gli
insegnanti di inglese e di religione) avrà maggiore
attenzione per il bambino, saprà modulare e indirizzare
la sua azione didattica tenendo conto delle attitudini
e capacità individuali. Sarà soprattutto un educatore,
in grado di favorire la crescita integrale dell'alunno,
aiutandolo a guardare e giudicare quel che lo circonda.
Le famiglie avranno maggiore sicurezza e gli insegnanti
torneranno ad avere un ruolo definito e autorevole.
Grazie al maestro unico, si “liberano” insegnanti che
saranno utilizzati per potenziare il tempo pieno.
PERCHÉ L’EDUCAZIONE CIVICA
Lo studio dell'educazione civica, mira a ridare alla scuola
la sua funzione educativa.
Conoscere i principi costituzionali è utile per l’educazione
degli studenti italiani e per meglio integrare gli studenti
stranieri e le loro famiglie: a scuola i ragazzi devono
imparare a diventare dei cittadini consapevoli dei loro
diritti e dei loro doveri.
Nell’educazione civica rientrano anche l’educazione
ambientale, l’educazione a tenere corretti stili di vita e
l’educazione stradale: per consentire a ogni studente di
diventare più consapevole delle proprie responsabilità.
PERCHÉ I VOTI IN PAGELLA INVECE DEI GIUDIZI
Negli ultimi anni i giudizi erano diventati confusi, pieni
di termini fumosi, incomprensibili, un giro di parole che
portava l’attenzione al profilo psicologico invece di dire
con chiarezza il livello di preparazione del singolo
studente.
Il ritorno ai voti è un elemento di chiarezza, che misura
in maniera precisa il profitto conseguito nelle singole
materie, in modo che le famiglie possano meglio valutare
come sta andando loro figlio e meglio sostenerlo.
Il voto è un elemento di ordine, di semplicità perché
misura in modo immediatamente comprensibile il risultato:
un 5 è un 5, un 7 è un 7.
PERCHÉ IL VOTO IN CONDOTTA
Gli studenti saranno valutati non solo in base ai risultati
conseguiti nelle singole discipline, ma anche in riferimento
ai comportamenti che avranno tenuto in classe e
a scuola.
Nei casi di grave insufficienza nella condotta l’alunno
non sarà ammesso all’anno successivo.
Il voto in condotta serve a ribadire che la scuola non è
solo un luogo dove si apprendono competenze ma anche
un luogo educativo: è un deterrente contro il bullismo
e dice con chiarezza che non è con il lassismo e il buonismo
che si aiutano i ragazzi a migliorare e a capire che
la scuola, come la vita, esigono impegno e dedizione
mercoledì 29 ottobre 2008
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